CUBA : Vivere e Fare Business nell' Isola

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Così ho terminato l’articolo che l’amico Guido (di www.investireoggisicuro.it) mi propose di scrivere alcuni mesi fa, talune cose sono cambiate, la più rilevante è che mi sono trasferito a Cuba !

 

Questi mesi di permanenza sull’isola hanno consolidato la mia sensazione di essere di fronte ad un Paese che sta vivendo una profonda mutazione sociale, politica e culturale che lo sta proiettando tra i paesi emergenti di questa seconda decade di secolo.

 

Quello che stupisce ed affascina allo stesso tempo è che questa trasformazione non è frutto di improvvisazione o dell’inevitabile cambio generazionale della classe dirigente che sta fisiologicamente avvenendo a Cuba, ma di una calcolata azione politico/sociale che da tempi non sospetti e lontano dai clamori dei riflettori sta da tempo lavorando perché ciò avvenga nel modo meno traumatico possibile per la popolazione dell’isola.

 

Alcuni esempi che probabilmente non tutti conoscono: dal 2009 a porto Mariel (a pochi chilometri dall’Havana),  è in costruzione, con l’ausilio di una joint venture brasiliana, quello che sarà l’ Hub  commerciale più grande del sud America.

 

Sarà operativo alla fine di quest’anno anche se i lavori proseguiranno per tutto il 2014, con i suoi 2,5 Km di banchina e la sua capacità ricettiva di 800.000 container anno, Cuba sarà imprescindibilmente rivolta ai mercati mondiali a 360° compreso l’Europa e gli stessi Stati Uniti, i quali da tempo, al di la dell' embargo di facciata, stanno guardando con molto interesse alle evoluzioni dell’isola caraibica.

 

Western Union, Coca Cola, Nike, sono solo gli esempi più eclatanti di imprese Statunitensi ben radicate sull’Isla Grande, ma esistono anche una miriade di aziende Americane meno note che stanno aggirando l’embargo con escamotage commerciali (filiali estere; partner stranieri; ecc.) senza troppi problemi e con utili di tutto rispetto.

 

Dal 2011 a seguito del famoso “nuovo corso” stabilito nel IV° Congresso del Partito Comunista Cubano da Raul Castro, con il quale si propone di aggiornare il vecchio modello socialista, di fatto si attua, con l’approvazione delle “Linee guida di politica sociale ed economica”,  il tramonto di un modello basato su egualitarismo, statalismo ed assistenzialismo, e si avvia un programma di riforme che prevede apertura all’iniziativa privata e agli investimenti esteri.

 

Figlie di quelle riforme vi è stato l’importante decreto che ha permesso la realizzazione di tre province autonome nella parte occidentale dell’Isola le quali possono decidere, svincolate dagli organi legislativi centrali, circa gli ingenti investimenti gestionali del territorio, fatto salvo naturalmente Ordine Pubblico, Sanità ed Istruzione che rimangono saldamente sempre sotto il controllo centrale.

 

Dopo oltre due anni di sperimentazione i risultati di efficienza e risparmio economico sono sbalorditivi a detta degli stessi vertici di partito, inizialmente (ovviamente) scettici in quanto questo programma di fatto metteva in discussione un modello, politico/economico, che resiste da oltre mezzo secolo e che in qualche modo è rappresentativo della vecchia nomenclatura.

 

Nonostante ciò, il Congresso Nazionale ha votato, poche settimane fa, non solo di proseguire con la sperimentazione ma di considerare il fatto di individuare ed espandere il concetto in altre realtà dell’isola.

 

Piccoli passi, certamente la strada da percorrere è ancora molto lunga ma da queste parti hanno già il sapore di un piccolo miracolo.

 

In queste province autonome l’apporto delle aziende straniere, in particolare quelle Italiane, è stato decisivo e neanche a dirlo il comparto turistico è il cavallo di battaglia.

 

QUESTO ANNO A CUBA:

PROGETTI APPROVATI PER LA COSTRUZIONE DI 25.000 CAMERE D’ALBERGO

7.750 MILIONI DI DOLLARI STANZIATI PER IL SOLO COMPARTO TURISTICO

CRESCITA PIL REALE 4,4 %

CRESCITA DEL 8.7% VISITATORI

GARANZIA  DEL CREDITO

 

Sono alcuni dei dati che Cuba mette a disposizione sul piatto del mercato in questo momento.

 

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica, vi sono ancora non poche difficoltà, fra le più pesanti la problematicità di comunicazione ed internet in particolare per non parlare di quegli enti ed apparati, ancora purtroppo la maggior parte e fra i più influenti, che sono ancora fortemente radicati alle vecchie concezioni statalistiche la cui penetrazione commerciale assomiglia molto alle battaglie di Don Chisciotte contro i mulini a vento.

 

Ma in fondo se fosse tutto facile non staremo parlando di Cuba, no?

 

Per quanto mi riguarda, superato il difficile scoglio dell’accreditamento con lo Stato Cubano, siamo riusciti in pochi mesi a presentare e fare apprezzare i nostri prodotti ad una importante catena alberghiera dell’isola con visioni di mercato dinamiche e attente alla qualità del prodotto: entro Dicembre dobbiamo presentare la nostra prima camera pilota completa e se va tutto bene con i primi dell’anno prossimo iniziamo la produzione in questa nuova avventura !

 

Spero di avervi dato qualche utile indicazione o magari qualche motivo di riflessione, in ogni caso rimango a disposizione per chiunque voglia approfondire l’argomento o meglio ancora accompagnarci in questa stimolante esperienza.

 

(LEGGI IL MIO ARTICOLO : FARE BUSINESS A CUBA)

 

Un caldo saluto dal Caribe.

 

Michele Parolini (ASB Contract)

 

PER INFORMAZIONI : L'ESPERTO RISPONDE

 

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