S&P500 recupera le perdite, bene gli indici europei

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Wall Street spinge gli indici azionari europei. La principale piazza finanziaria a stelle e strisce ieri è apparsa molto tonica, anche grazie alla pubblicazione dei verbali della Federal Reserve. Nella riunione di ottobre i membri della Banca centrale statunitense si sono mostrati favorevoli a un aumento dei tassi d'interesse a dicembre, non mancando di rimarcare, però, che per i rialzi successivi sono necessari ulteriori miglioramenti dell'outlook globale. Sebbene il mercato già sconti con una buona probabilità un rialzo dei tassi di interesse, gli operatori sembrano apprezzare il continuo spostamento dell'attenzione sul ritmo di rialzo che imprimerà la Fed nel 2016.

Il balzo degli indici negli USA è stato impressionante (prezzi in tempo reale). In tre sedute l'S&P500 ha messo a segno una performance di +3%, recuperando così quasi tutte le perdite della scorsa settimana. Bene anche gli indici Europei, con il Dax che da inizio settimana fa registrare un +4%. L'indice tedesco è tornato così ai massimi da inizio agosto, riposizionandosi verso 11.150 punti. Il target più interessante rimane a 11.300 punti, dove rimane aperto un gap down ad agosto. Questo livello rimane strategico per dare seguito un ritorno in direzione dei massimi storici a 12.400 punti. I recenti rialzi, però, potrebbero lasciare lo spazio per una fase di respiro fisiologico verso 11 mila - 11 mila 50 punti. Un calo più marcato potrebbe riportare le quotazioni al test della trend line ribassista che congiunge tutti i massimi decrescenti del 2015.

Tra le valute, i verbali della Fed hanno alimentato delle prese di profitto sul biglietto verde verso le principali valute mondiali. Rimanendo sul mercato forex, la fase di risk on di questa mattina sta penalizzando la moneta unica verso le principali valute mondiali per effetto del ripristinarsi del carry trade con l'euro che tanto ha condizionato la prima parte dell'anno. Il cambio Euro/Dollaro è tornato infatti ad allontanarsi dai massimi della notte, in area 1,0720. Peggio ha fatto il cambio Euro/Sterlina che ha riproposto il test ai minimi da oltre 3 mesi sotto 0,70.

Sul tale cross, confermiamo il target di 0,65 entro il primo trimestre del 2016. Tra le commodity, scivolano ancora i metalli industriali che continuano ad aggiornare i minimi dal 2009, fatta eccezione per il minerale di ferro che ha aggiornato i minimi storici. Deboli anche i preziosi, con l'oro che ieri è sceso ai minimi dal 2010, arrestandosi a 1.064 dollari l'oncia. Il quadro depresso delle commodity in qualche modo gettano ombre su eventuali nuove turbolenze sui mercati finanziari. Probabilmente la corsa dei listini proseguirà ancora per qualche settimana. A partire da metà dicembre potremmo assistere a una nuova ondata correzione con volatilità estrema.

 

 

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