Le materie prime appesantiscono le borse, male petrolio e metalli

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Partenza di settimana contrastata per le borse europee che questa mattina sono apparse appesantite dell'ennesimo calo delle commodity. Il petrolio ha aggiornato i nuovi minimi da agosto, mentre i metalli industriali sono scesi ai livelli più bassi degli ultimi 6 anni. Il sentiment è migliorato un po' dopo i dati preliminari di novembre sugli indici PMI, che sono risultati decisamente migliori delle attese. Se dovessero essere confermati, l'attività economica a novembre dovrebbe essersi espansa al miglior ritmo degli ultimi 54 mesi, trainata per lo più dalla componente dei servizi.

 

Ma l'attenzione del mercato rimane concentrata sui molti dati statunitensi in agenda. Su tutti spiccano domani la pubblicazione della seconda lettura del Pil del 3° trimestre, mentre mercoledì ci sarà quella sugli ordini di beni durevoli. Le due figure contribuiranno ad affinare la probabilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve a dicembre, che in questo momento rimane collocata intorno al 70%. La seconda parte della settimana sarà contrassegnata da volumi in deciso calo per via del Giorno del Ringraziamento che terrà tutte le borse statunitensi chiuse per festività. Questo effetto potrebbe prolungarsi sino a venerdì, dato che molti ne approfitteranno del ponte lungo per dare inizio alla stagione degli acquisti natalizi con il tradizionale Black Friday. Rimane questo un appuntamento molto seguito dagli investitori per capire l'andamento dei consumi durante il periodo natalizio, che di solito coincide con il rally di fine anno.

 

Spostandoci sul fronte trading. Il cambio Eur/Usd tenta il rimbalzo dopo i nuovi minimi da aprile toccati nella notte a 1,06. La prima resistenza odierna passa per 1,0670, livello da cui il cross potrebbe tentare un'estensione in direzione di 1,08. La resistenza qui è molto forte, pertanto, ci aspettiamo che le vendite possano tornare a prevalere. Sembra essere ormai scontato che il cross stia andando a caccia dei minimi annuali collocati a 1,0460. Un supporto intermedio passa per 1,0520, bottom di aprile.

 

Tra gli indici, il Dax questa mattina è tornato in area 11.050 punti, precedente resistenza ad inizio mese. Il supporto successivo è costituito dalla trend line ribassista che congiunge tutti i massimi del 2015, ora in transito poco sotto quota 11 mila punti. A questo livello l'indice tedesco andrebbe a chiudere il gap rialzista lasciato aperto la scorsa settimana. Qui è necessaria una reazione onde evitare un discesa più marcata in direzione di 10.700 punti, dove rimane aperto un altro gap sempre della scorsa settimana. Più pericoloso rimane il gap lasciato aperto a 10.510 punti, dove si è avvicinato pericolosamente a metà mese, salvo poi fermarsi a 10.600 punti. La resistenza importante passa a 11.300 punti, qui delle vendite saranno fisiologiche.

 

Male anche il petrolio, che questa mattina aggiorna i nuovi minimi da agosto scorso. Il spot del WTI si è portato a un soffio da 40 dollari al barile. A questo livello è lecito attendersi un rimbalzo temporaneo. Probabilmente l'avvicinarsi della stagione invernale dovrebbe aumentare i consumi e tornare a ridurre le scorte dopo i rialzi delle ultime settimane. La resistenza in tal caso passa per 43,50 dollari, più volte supporto tra settembre e ottobre. Un superamento di tale riferimento getterebbe le basi per un test alla trend line di lungo periodo, ora 47 dollari. Difficili riposizionamenti oltre tale livello al momento. Attenzione deve essere posta al cedimento dei 40 dollari che potrebbe portare a uno scivolone verso i minimi di agosto a 38 dollari. Non possiamo escludere ulteriori discese verso 35 dollari, dove l'oro nero andrebbe ad aggiornare i nuovi minimi dal 2009.

 

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