Cosa sono i Fondi Comuni di Investimento

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I Fondi Comuni di Investimento vengono annoverati dagli esperti tra i modi più sicuri ed efficaci, oltre che semplici, per investire, anche se si hanno a disposizione delle quantità di denaro piuttosto limitate: in effetti sono sufficienti poche centinaia di euro per avere la possibilità di partecipare agli utili di un fondo di cui sia stata acquistata una quota. Sono numerosi i titoli su cui investono i fondi: ciò implica una diversificazione e una distribuzione del rischio, il che vuol dire che se anche una delle società di cui sono stati acquistati i titoli dovesse fallire o, più semplicemente, subire un crollo in Borsa, le conseguenze per l’investitore sarebbero decisamente contenute.

 

I Fondi Comuni di Investimento rientrano nel novero di quelli che vengono definiti OICR, gli organi di investimento collettivo del risparmio, che non sono altro che strumenti finanziari che consentono di frazionare il rischio nel momento in cui si effettuano degli investimenti nei mercati di capitali. Si può pensare ai Fondi Comuni di Investimento come a dei patrimoni o a dei prodotti finanziari che sono posseduti da molteplici partecipanti: gli investitori hanno la facoltà di comprare una quota del patrimonio collettivo scegliendo se e come variare e diversificare i propri capitali, magari concentrando più soldi in un mercato e meno in un altro.

 

Coloro che partecipano ai fondi sono detti fondisti: ovviamente i profitti che ottengono sono commisurati alle percentuali che detengono (e lo stesso vale anche per le eventuali perdite a cui dovessero andare incontro). Sono, invece, le Società di Gestione del Risparmio a gestire il patrimonio: il loro compito non è solo quello di avviare i fondi, ma anche quello di gestire il loro portafoglio e di stabilire il loro regolamento. I titoli, poi, sono custoditi da una banca depositaria, che si occupa anche di verificare e di accertare che tutte le attività svolte siano corrette e legittime.

 

Si è soliti distinguere tra fondi chiusi e fondi aperti: i primi sono a capitale fisso, mentre i secondi sono a capitale variabile. In sostanza, nel caso dei fondi chiusi i partecipanti hanno la possibilità di sottoscrivere la quota nel momento in cui il fondo viene istituito, per poi riscattarla unicamente alla data di scadenza; nel caso dei fondi aperti, invece, sono gli investitori a decidere sia il momento in cui investire, sia il momento in cui vendere.

 

I Fondi Comuni di Investimento, inoltre, possono essere di diverso tipo: si va dai fondi bilanciati ai fondi azionari, passando per i fondi obbligazionari, solo per menzionare i più comuni e sfruttati. I fondi obbligazionari sono meno rischiosi rispetto a quelli azionari, dal momento che prevedono degli investimenti in titoli di Stato e obbligazioni ordinarie: ma, come si può facilmente immaginare, sono anche meno redditizi. I fondi bilanciati, d’altro canto, si chiamano così perché bilanciano le varie forme di investimento: il grado di rischio, in questo caso, è a metà strada tra quello dei fondi azionari e quello dei fondi obbligazionari, e lo stesso dicasi per le prestazioni. 

 

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