Investimenti e IT : intervista agli esperti di Bits&Chips (2°parte)

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Essere troppo indipendenti a volte è controproducente. Vi è mai capitato qualcosa di divertente da raccontare a riguardo? Ad esempio, prodotti che non vi sono stati forniti per una recensione perché la casa aveva timore di una vostra recensione negativa?

 

Molti utenti che si informano su Internet forse non lo sanno, o si rifiutano di crederlo, ma sui portali più importanti (D’informatica come d’automobilismo o di cucina) una buona parte degli articoli pubblicati sono “prezzolati”, cioè le varie case pagano per vedere recensiti e pubblicizzati i propri prodotti. E pagano anche profumatamente! Grazie ad alcuni miei amici che lavorano presso diverse agenzie di stampa, sono venuto in possesso anche del tariffario medio: si parla di circa 700-1000 Euro a pagina. Noi, al contrario, ci rifiutiamo di applicare tali pratiche, ed infatti sulle nostre pagine hanno trovato spazio news, recensioni ed interviste dedicate a startup italiane e straniere evitate dai portali più importanti. Spesso, e la cosa fa ridere, quando veniamo contattati da aziende estere per recensire un prodotto la prima cosa che ci viene chiesta è: “Quanto volete per pubblicare l’articolo?”. Quando diciamo che facciamo tutto gratuitamente i nostri interlocutori rimangono spiazzati. Tanto spiazzati che una buona metà di loro in seguito non si fanno più sentire, interdetti da questo nostro modus operandi. Queste pratiche così avide, inoltre, stanno causando anche dei danni collaterali non da poco. Ad uno SMAU di due anni fa chiedemmo ad un grosso distributore di Hardware (Non staremo qui a fare il nome) se fosse possibile realizzare un’intervista con un loro dirigente. I PR dell’azienda ci chiesero, alquanto irritati: “E quanto costerebbe?”. Alla nostra risposta che l’intervista l’avremmo fatta gratuitamente ci risero in faccia, dicendoci che anche un altro portale italiano (Bello grosso, ed anche di questo non faremo il nome) affermò la stessa cosa. Ma una volta uscita l’intervista arrivò in azienda il conto, pari a qualche migliaio di Euro. Alla fine presero il nostro biglietto da visita, e ci dissero che si sarebbero fatti vivi loro, dopo aver discusso della cosa con il reparto legale dell’azienda. Inutile dire che ad oggi aspettiamo ancora una loro chiamata!

 

Qual'è la missione di Bits&Chips, e quali sono le competenze tecniche dello staff di autori?

 

La redazione di B&C è decisamente varia in quanto a competenze, e questo ci permette di spaziare da tematiche leggere fino a giungere ad articoli d’approfondimento. Qui di seguito l’elenco del nostro team e delle competenze principali. Cecilia Calello ha un Master of Arts in Journalism at the Chinese Culture University ed è la nostra portavoce nel lontano Sol Levante. Michele Carasia (Laurea in Ingegneria Informatica) è il nostro esperto di GPU e CPU. Alessio Tommasini, a tiro di laurea presso la facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Trento, è il nostro Guru software, mentre Vincenzo Mancuso, oltre a recensire smartphone e videogiochi, ricopre un ruolo chiave all’interno della redazione, mantenendo i contatti con i PR italiani. Citiamo poi Marino Berré, laureato in Economia con relativo Master in General Management, esperto a tutto tondo del mondo informatico, e Gian Maria Forni, laureato in Storia Contemporanea e d’Europa, il quale principalmente si occupa di editoriali ed approfondimenti. Non vanno poi dimenticati gli altri collaboratori: Carlo Vena, magnifico vignettista, e Alessandro Dei Giudici, laureato in Ingegneria Elettronica, che ricopre il ruolo di “coscienza redazionale”. Infine, Dino Fratelli, che possiamo definire la nostra guida spirituale.

 

Alla luce di ciò appare evidente come sia difficile trovare un gruppo di persone altrettanto preparate, affiatate e sinergiche nelle conoscenze nei portali a noi concorrenti.

 

Avete follower da tutto il mondo, dato che scrivete anche in inglese e in spagnolo. L'inglese vi ha dato sicurmente grande visibilità in rete, ma vi ha messo anche a confronto con tanti competitor. In che modo siete riusciti a differenziare la vostra offerta di informazioni rispetto ai concorrenti?

 

B&C è partito come una trasposizione di DinoxPC in una nuova veste, trattando principalmente tematiche relative all’Hardware e al mondo del Gaming, ma in seguito ci siamo dovuti evolvere per due ragioni. La prima è stata quella di volerci diversificare dai portali generalisti che attualmente dominano il panorama italiano, andando a coprire tematiche più specialistiche (Semiconduttori, Investimenti in Borsa, Approfondimenti di area Business, Interviste, ecc). La seconda ragione è stata quella di assecondare il desiderio di alcuni PR di aziende estere, i quali ci hanno suggerito di aprire una sezione in lingua inglese e d una sezione di tematiche Business, al fine di attrarre maggiore interesse, sia da parte dei lettori sia da parte delle aziende stesse. E devo dire che ha funzionato benissimo!

 

Quali sono i prodotti tecnologici sui quali siete più focalizzati?

 

Attualmente cerchiamo i concentrarci su prodotti non eccessivamente generalisti o di moda. Ad esempio, le nostre news sui prodotti Apple sono numericamente limitate, e intersecano più temi (Fonderie, Processori, Architettura del SoC, e via di questo passo). News estremamente generaliste come “Le 10 babes più belle del CES” o  “I 10 accessori più venduti per iPhone” non le abbiamo mai pubblicate, e mai le pubblicheremo. Cerchiamo quindi di trattare prodotti e temi importanti, magari non di grido (Ad esempio, il futuro del mondo delle fonderie), senza mai cadere nel banale. Detto questo, ci concentriamo principalmente sulla componentistica Hardware, sui Software per PC, sul mercato Mobile e alcune tematiche Business.

 

Cosa si deve aspettare da voi un lettore appassionato di tecnologia?

 

Dopo aver letto quanto scritto fino ad ora, dovrebbe risultare alquanto chiaro cosa un lettore troverà sulle nostre pagine: oggettività, competenza ed un ambiente scevro di campanilismi. Anche per questo, con tutta probabilità, il nostro forum è poco popolato in termini numerici, dopo ben 5 anni di attività. Preferiamo avere un ambiente costruttivo e stimolante, formato da pochi utenti altamente preparati, piuttosto che da tifosi e troll (Che banniamo quasi istantaneamente appena si palesano). Questo nostro modo di fare, professionale ed allo stesso tempo familiare, inoltre ci ha portato a stringere una costruttiva amicizia con diversi utenti, anche stranieri, i quali ci supportano inviandoci materiale che non usano. Un utente inglese ci ha inviato tre XFX Fury X da usare nelle comparative, un utente italiano ci ha donato una Sapphire R9 290X, un utente statunitense ci ha regalato la key di Total War: Warhammer per scrivere la recensione, una volta saputo che Sony si era rifiutata di fornircela, ed un altro utente ci ha donato diverso Oldware per scrivere degli articoli di approfondimento. E gli esempi potrebbero continuare. ;)

 

Cosa vi aspettate dal futuro? Quali sono i vostri piani?

 

Speriamo il futuro sia ancora più roseo di quanto lo sono stati questi ultimi 5 anni, e per favorire questo nostro proponimento abbiamo deciso di modificare in parte le nostre linee guida. Fino ad oggi ci siamo rifiutati di inserire banner pubblicitari sul sito, ma abbiamo costatato che per rimanere al passo con i portali più importanti, e migliorare la fruibilità del nostro portale, dovremo provvedere necessariamente ad uno svecchiamento grafico di Bits And Chips, e questo comporterà delle spese. Già da ora, quindi, inseriremo alcuni banner – il meno invasivi possibile –  per ricavare quanto serve per rinnovare il sito e per acquistare il materiale al fine di realizzare recensioni più approfondite. Questo ci permetterà di continuare a scrivere recensioni indipendenti, ed al contempo di aumentare il nostro bacino d’utenza.

 

LEGGI 1° PARTE INTERVISTA



 

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