Investire oggi in Intel potrebbe essere un affare?

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A prima vista no. Intel non riesce a incunearsi nel mercato Mobile, nonostante l'impegno, a causa di prodotti attualmente non all'altezza. I SoC (processori utilizzati in ambito Mobile) basati su Atom sono eccessivamente esosi e poco versatili, nonostante Intel cerchi, tramite articoli sponsorizzati, di dimostrare il contrario.

 

I SoC ARM consumano meno a parità di prestazioni e periferiche incorporate (Wi-Fi, 3G, LTE, Radio FM, ecc), ed è per questo che la casa di Santa Clara detiene attualmente solo il 2% del mercato dei SoC mondiale.

 

Allo stesso tempo, proprio a causa del mercato Mobile in costante crescita, quello dei PC è in decisa contrazione, cosa che ha messo in crisi giganti come Dell e Acer. Un bel problema, considerando che la prima è la principale cliente di Intel, acquistando circa il 20% delle CPU prodotte dalle fonderie di Otellini.

 

(Leggi anche : Analisi Mercato Mobile: Market Share, Trend, Investimenti )

 

In ultimo i prodotti promossi da Intel, tra cui possiamo citare gli Ultrabook e i Netbook, stanno vivendo un momento difficile. Mentre i primi vendono molto meno di quanto preventivato, i secondi ormai non li produce più nessuno.

 

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Eppure, nonostante tutto questo, Intel ha ancora diverse carte da giocare, ed è per questo che le azioni continuano a mantenersi attorno ai 21 dollari.

 

Le sottoutilizzate fonderie di Intel, le più moderne al mondo, potrebbero essere utilizzate per produrre chip di aziende esterne, come Cisco e Apple. Questo porterebbe miliardi di dollari nelle casse della società, con un esborso minimo per il loro adattamento. I futuri processori Haswell e Broadwell potrebbero essere i principi incontrastati, nelle versioni Xeon a basso consumo, dell'appena nato mercato del Cloud Computing, in attesa dei SoC ARM dei concorrenti, basati su architettura ARMv8 (2015). Un ottimo punto di partenza, considerato che le CPU Xeon hanno un margine utile elevatissimo sul prezzo di vendita.

 

Tornando al settore Mobile, infine, le voci che vogliono Intel alla ricerca di un Manager esperto di tale mercato sono un buon segnale di speranza. Dovesse accadere ciò, un CEO del genere potrebbe dare il boost definitivo all'azienda di Santa Clara per divenire finalmente protagonista anche in tale remunerativo ambiente. Grazie al notevole Know-How posseduto, Intel ha tutte le carte in regola per poter sfondare. Otellini, l'attuale CEO, è un ingegnere della vecchia guardia, che ha sempre lavorato in Intel e segue la vecchia filosofia “bisogna fare tutto in casa, senza interventi esterni”. Se dovesse giungere un manager esterno, al contrario, Intel potrebbe aprirsi come fonderia ad aziende esterne, potrebbe sfondare nel mercato mobile e potrebbe tagliare i rami secchi (Atom?) nel settore della ricerca.

 

Gli analisti e gli azionisti sperano in questo cambio di rotta, e se ciò dovesse accadere le azioni Intel potrebbero subire un'impennata incredibile. Ecco perché le azioni si mantengono sui 21 dollari. Si aspetta l'Evento, con la E maiuscola. A maggio/giugno verrà designato il nuovo CEO, e quegli investitori che avessero deciso di puntare su Intel potrebbero ritrovarsi con una piccola miniera d'oro, se ciò dovesse concretizzarsi.

 

Secondo le ultime notizie tale visione è quella più vicina alla realtà, e poiché le azioni Intel hanno un valore tutto sommato abbordabile, perché non rischiare? Dovesse andare male, le azioni dovrebbero perdere pochissimo del loro valore, assestandosi attorno ai 19 dollari (secondo l'agenzia giapponese Nomura).

 

(Leggi anche : ARM Vs. INTEL, Il Mercato Mobile Sconvolge il Nasdaq )

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