L'analisi tecnica è morta ?: la base della complessità

Pubblicato Lunedì, 10 Ottobre 2011 11:24

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La diffusione dell’Analisi Tecnica è basata sugli stessi meccanismi di “successo” delle “catene di Sant’Antonio” e del “gioco delle tre carte”, ossia: prima si nutrono “i polli” facendoli vincere per poi “spennarli” quando sono belli pingui (soprattutto di capitali nuovi che le precedenti vincite istigano a investire …)!

Se tali ingenuità potevano ancora avere un minimo senso decenni fa, oggigiorno sono colpose ignoranze a fronte delle scoperte rivoluzionarie della Teoria della Complessità e delle Scienze Cognitive dagli anni ’80 in poi.

La Finanza Scientifica, fondata su tali discipline scientifiche, rilancia da anni una sorta di “Giuramento di Ippocrate” coniato dal genio B.Mandelbrot: “Finanza: non nuocere!” (soprattutto intenzionalmente!).

Eppure la Finanza dell’AT si basa su ormai evidenti assurdità alla luce delle citate moderne Scienze.

In contesti complessi (e la Finanza è altamente complessa, se non già caotica)….

a)    è anti-scientifico pensare di poter prevedere “target prices”!

b)    è anti-scientifico basare valutazioni future sulla base di dati passati e di configurazioni grafiche più o meno simmetriche e/o canoniche (Teste & Spalle, Dotti/Tripli Bottom/Top, Flag, Pennant, Triangoli, ecc….)!

c)    è persino ingenuo pensare che algoritmi, oscillatori, indicatori, ecc… predeterminati e costruiti sulla base di serie toriche di dati abbia una qualsiasi attinenza con le serie future di dati!

A chiarire scientificamente tali (oggigiorno) ingenuità basterebbe la semplice comprensione della efficace “Mappa (o Albero) di Feigenbaum” che esemplifica tutti i  principi-base della Complessità.

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1.   zona deterministica: nel primo tratto del grafico, ossia a bassa complessità del sistema (con x tra 1 e 3, con “3” escluso), l’equazione del sistema mostra un unico andamento, un unico livello di equilibrio, un unico scenario.  In altri termini, la conoscenza del sistema fornisce una prevedibilità assoluta del suo andamento (coerentemente al “dogma della prevedibilità” della fisica classica). In tale contesto ha molto senso studiare, conoscere e descrivere il sistema con una bella equazione poiché ciò ci permetterà di prevederne il futuro.

2.   zona della complessità: soltanto negli anni ’60 si è scoperto che anche i sistemi ben noti e descritti da equazioni presentano uno strano fenomeno appena la complessità del sistema raggiunge un determinato grado.  Questo strano fenomeno, che compare a 2/3 del grafico, si chiama “biforcazione”, e presenta sempre, di volta in volta, ben due possibili “scenari” – il Primo Grande Trauma della fisica classica!  Inoltre, è assolutamente impossibile (anche a livello di calcolo probabilistico) prevedere quale dei due scenari verrà imboccato, poiché ciò dipenderà dall’estrema “sensibilità del sistema alle condizioni iniziali”.  Ecco il Secondo Grande Trauma della fisica classica!  Ciascuno scenario imprevedibile, prima di essere imboccato, sarà associato a specifici “Eventi-Trigger” e a “Segnali Deboli” persino impercettibili, ma capaci di influenzarne l’esito o a preannunciarlo (un minimo…). Tanto deboli e impercettibili come un “battito d’ali di farfalla”  Dopo il Secondo Grande Trauma, ecco in arrivo il Terzo…

3..  zona della crescente complessità: così come per un livello di complessità appena superiore a “3” si presenta una prima traumatica biforcazione con due scenari (per esempio: rialzo o ribasso; inflazione o deflazione), ulteriori biforcazioni si susseguono, per ciascuno scenario imboccato, al crescere della complessità del sistema.   Nota bene come l’andamento univoco, e quindi prevedibile, tra una biforcazione e la successiva vada rapidamente riducendosi: questo è l’unico “intervallo di prevedibilità” che ci rimane, il solo su cui possiamo contare per prevedere gli andamenti finanziari, prima dell’arrivo della successiva biforcazione che deciderà ex novo il prossimo scenario imprevedibile che verrà imboccato.  Nota ancora come la struttura caratteristica di “biforcazione - coppia di scenari - intervallo di prevedibilità” sia sempre la stessa a varie scale dimensionali: questo è tipico delle strutture a “geometria frattale”.  Un intervallo di prevedibilità che diventa sempre più ridotto quanto più ci avviciniamo alla…

4.   zona del caos: all’ulteriore crescita della complessità del sistema oltre una determinata soglia critica (“l’Orlo del Caos”, con x = 3,56994…), le successive biforcazioni si susseguono a un ritmo tale da ridurre gli intervalli di prevedibilità a livelli ingestibili – almeno umanamente.

Morale:  “Lasciate ogni previsione voi ch’entrate!” – verrebbe da dire parafrasando Dante Alighieri.

Gli intervalli di prevedibilità diventano tanto più brevi quanto più entriamo in situazioni complesse.  Ma è proprio questo il contesto economico e finanziario nel quale operiamo con innumerevoli attori, dalle “mani forti” ai piccoli risparmiatori, tutti circolarmente interrelati.

Pertanto, al crescere della complessità, l’estrema riduzione degli intervalli di prevedibilità e l’incessante susseguirsi di biforcazioni con i loro opposti scenari, rende la finanza impossibile da prevedere.

Rimane però cavalcabile, soltanto:

a)  conoscendo, vedendo e vivendo questi aspetti della complessità;

b) abbandonando con la mente e col cuore ogni nostalgia e presunzione predittiva;

NB: gli Scenari (anche qualora fossero esattamente noti) non sono mai prevedibili - neanche probabilisticamente - essendo sensibili alle minime variazioni delle condizioni iniziali (“Effetto Farfalla”).

NB: Le Biforcazioni e le coppie di Scenari replicano la stessa struttura a scale sempre minori, e si  susseguono sempre più ravvicinati al crescere della complessità del sistema (struttura “frattale”).Ecco perché, in qualsiasi sistema complesso, il vero Talento è saper immaginare possibili scenari (impensati) prima  e meglio di altri –  non certamente prevedere e pianificare!Ecco perché “Il futuro non è più quello di una volta!” – Arthur C. Clarke.

IMPORTANTE: E’ noto, ma è bene ribadirlo, che in ambito finanziario i risultati passati non dimostrano nulla, né garantiscono alcunché, in merito ai possibili risultati futuri. Con la Teoria della Complessità acquisiamo una ulteriore consapevolezza scientifica: i risultati futuri sono assolutamente imprevedibili a prescindere dalla quantità, natura e qualità dei dati passati!

Cosa risponde l’Analisi Tecnica, con le sue fraudolente previsioni di target prices e di trends, alla giovane ma ormai consolidata Teoria della Complessità…?!

 

Ad maiora!

Nicola Antonucci

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