NUOVI CRACK ? : Una partita tra Tasso Interbancario e Tasso Overnight

Pubblicato Martedì, 15 Novembre 2011 16:27

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Ci risiamo, sono trascorsi appena 3 anni e siamo ritornati al punto di partenza, quando nell’autunno 2008 scoppiò la crisi bancaria internazionale, avviata dal fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers (vi invito a vedere il film : “too big to fail ”, che spiega molto bene come sono andate realmente le cose), che catapultò l’intera economia mondiale verso la seconda peggior recessione di tutti i tempi.

Come allora, anche oggi si assiste al ritorno di una forte tensione sul mercato interbancario. Questa tensione genera grandi difficoltà sull’economia reale dal momento che diversi istituti di credito diffidano nuovamente l’uno dell’altro, trattenendosi la propria liquidità per reinvestirla al ridicolo tasso dello 0,5% presso la Bce piuttosto che immetterla nel mercato interbancario a tassi molto più profittevoli (dove solitamente le banche si scambiano quotidianamente i flussi di denaro).

Di conseguenza, questo comportamento delle banche più solide non agevola alle banche meno solide l’ accesso al rifinanziamento ( il cosiddetto “funding”) che si scarica negativamente sulle imprese e sulle famiglie , perché da un lato subiscono forti restrizioni nell’ottenimento dei  prestiti e dei finanziamenti e, dall’altro,  l’allargamento degli spreads e quindi un forte incremento del tasso finale di indebitamento, innescando un circolo vizioso che culmina nella sostanza in minori consumi finali di beni e servizi, ovvero nuova recessione.

Purtroppo è stato lo stesso Mario Draghi (il nuovo governatore della Bce) a ribadire nel giorno della sua prima conferenza, quanto il ruolo dell’ intero sistema bancario sia determinante per la crescita economica in generale.

Così il governatore ha prontamente provveduto a impostare nuove mosse di politica monetaria come stimolo per la crescita, concretizzatesi con un immediato taglio dei tassi di interesse all’1,25% e poi, per incentivare la circolazione del denaro sul circuito interbancario, ha portato al 2% il tasso overnight, disincentivando le banche a chiedere prestiti d’emergenza alla stessa Bce e ha ridotto il tasso di remunerazione allo 0,5%, disincentivandole ai depositi presso la Bce stessa.

Nei prossimi mesi vedremo se ci saranno effetti dall’attuazione di tale politica monetaria, ma nel frattempo resta il dato di fatto allarmante della forte tensione sull’interbancario.

Come si nota nel grafico che segue, fonte bloomberg, la differenza tra il tasso interbancario euribor a 3 mesi e il tasso overnight si trova oggi ai medesimi valori della primavera del 2008 (vedi 2 cerchi) ovvero pochi mesi prima del default della quarta banca d’affari americana, dopo 158 anni di storia. Se, tale differenziale dei tassi, non dovesse calare nei mesi a venire in maniera considerevole, vorrà dire che il mercato ci sta anticipando un nuovo crack.

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Viene più ovvio, questa volta, pensare al fallimento di uno o più paesi dell’eurozona.

In questo caso le conseguenze si ripercuoteranno negativamente su diverse banche europee.

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