Scritto da Dott. Nicola Mastropietro
  
Martedì 17 Gennaio 2012 17:20

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Oltre alla pubblicazione del Wall Street Journal che ha riferito della richiesta da parte di 2 grandi banche internazionali di riattivare i codici operativi della Dracma, dell’Escudo e della Lira italiana, sono emerse più analisi previsionali di importanti società internazionali (Pimco, Credit Suisse, Usb e Deutsche bank) che danno già nel primo trimestre 2012 l’Euro a 1,20 ed entro la fine del 2012 addirittura al raggiungimento della parità tra euro e dollaro.

Il grafico fotografa in modo chiaro l’andamento del rapporto di cambio.

Oltre alla situazione finanziaria e politica europea, che da sola basterebbe a giustificare una riduzione dell’euro, dobbiamo considerare il fatto che l’economia Usa resta migliore di quella europea. Gli ultimi dati Usa macroeconomici potrebbero aprire prospettive positive sull’economia al contrario dell’europa dove la recessione è quasi una certezza.

Pochi mesi or sono avevo scritto un articolo consigliando di puntare sul dollaro. Allora il cambio euro/dollaro era intorno ad 1,45. Oggi, mentre sto scrivendo, il valore è di 1,28 circa. Quasi un 12% di guadagno.

Pensare ad un recupero reale e non ad un semplice rimbalzo tecnico dell'euro significa credere che l'Europa sia capace, improvvisamente, di stravolgere socialmente, politicamente ed economicamente, la propria identità.

Compiere una rivoluzione culturale tale da stravolgere il pensiero dominante della società attuale. Praticamente impossibile. Ecco perchè il destino dell'Europa e dell'Euro sembra segnato. L'economia Europea è (per usare termini tipici degli studi di settore) non coerente e non congrua con il valore del proprio cambio. Un valore così elevato presupporrebbe un'economia in crescita e una situazione debitoria migliore di quella in essere. Un'economia forte e dominante nel mondo, non un'economia che arranca e che vive della rendita di posizione conquistata nel passato. Una rendita che si va dissolvendo senza che L'Europa riesca a porre rimedio al proprio declino. Ricordiamo che il mondo sta crescendo e l’Europa sta iniziando una recessione. Il fatto che l'Euro sia l'unico elemento ad unire l'europa non basta a giustificare il fatto di continuare a mantenere un valore di cambio così elevato. Nel breve periodo è sostenibile, ma nel medio periodo non può perdurare tale incongruenza.

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Le soddisfazioni con altre valute sono state decisamente buone: dollaro canadese, dollaro australiano, corona svedese e corona norvegese sono le monete migliori e più interessanti. Oltre al dollaro Usa naturalmente. Il renminbi cinese è buono, ma più complicato da acquistare. Il franco svizzero, inoltre, è sempre una sicurezza.

Sul dollaro australiano si riescono ad ottenere ottimi rendimenti (4% netto) con rating pari ad una doppia AA.

Il rapporto Euro/dollaro ha raggiunto il supporto in area 1,26, ma non credo riesca a rimbalzare oltre 1,30-34. Successivamente potrebbe scendere fino ad 1,185

Ottima performance del dollaro australiano che in un mese dopo aver rotto 1,30 si è portato ad 1,22 sull’euro.

Nicola Mastropietro (www.studiosarmas.com)


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