LTRO (Stamperie in Azione): quali gli effetti a lungo termine?

Pubblicato Martedì, 13 Marzo 2012 07:33

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Il primo premio della lotteria spagnola di fine anno viene chiamato “El Gordo”. Persino il premio più alto finora, €2,5 miliardi vinti lo scorso Natale, sono briciole se paragonati ad “El Tro”, la tempesta di denaro che si sta abbattendo sulle banche dell’Unione Europea.

Il Long Term Refinancing Operation (LTRO) della scorsa settimana ha portato a più di mille miliardi l’importo totale del denaro emesso come misura straordinaria dalla Banca Centrale Europea. Conosciuto meglio con l’acronimo LTRO, è stato ribattezzato “El Tro” (“il tuono” in catalano) da molti uomini di BullionVault. Tenere insieme Catalonia, Spagna e il resto dell’Unione Europea è lo scopo principale di questa lotteria bancaria.

“Non si può essere in disaccordo con 530 miliardi di euro” ha dichiarato un analista del Credit Agricole, riferendosi al premio di El Tro, che  verrà consegnato alle banche commerciali giovedì prossimo, quando l’ultima tranche dei prestiti verrà erogata.

In soli due giorni durante undici settimane, la BCE ha creato un 10% extra del totale della base monetaria in euro, prestando un importo pari a €3.084 per ciascun cittadino dell’Unione Europea. Più di 800 banche hanno fatto a gara per aggiudicarsi un pezzetto del premio finale lo scorso mercoledì, ovvero 275 banche in più rispetto al primo giro. Un importo maggiore persino rispetto al totale erogato da soci e azionisti di tutte le banche in area UE e USA durante la crisi del 2007-2010.

Non c’è da equivocare: il LTRO è un regalo. Anche se l’inflazione scendesse alla media del 2,0% all’anno che è il target della BCE fino al 2015, la Banca Centrale avrebbe comunque una perdita di €44,7 mld in termini reali. Se invece l’inflazione rimanesse ai livelli attuali (o peggio aumentasse) del 2,6%, il costo sarebbe di €62 mld, ovvero il 6% degli €1.018 mld prestati nel totale.

Qualsiasi banca che volesse avere un profitto immediato può quindi usare il denaro preso a prestito per comprare bond triennali e convertire il costo dell’1,0% all’anno nell’1,10% con il debito finlandese, 1,55% con quello belga, o addirittura il 5,41% con quello italiano. Oppure comprare bund tedeschi e avere un profitto risk-free su qualsiasi prestito con scadenza di oltre 6 anni.

Tutti vincono alla lotteria di El Tro, eccetto la Banca Centrale. E le banche stesse, nel caso in cui il Belgio, o l’Italia o qualsiasi altra nazione diventasse insolvente. Cosa che le banche hanno un ovvio interesse ad evitare, visto che continuano ad essere sostenute dalle garanzie degli stati sovrani, che siano queste dichiarate o implicite.

Come si partecipa ad El Tro? Per avere un biglietto serve una licenza bancaria nella UE. La banca centrale fa una comunicazione, con una proposta che non si può rifiutare: prestito illimitato per 3 anni al costo dell’1% all’anno.

Lo scorso dicembre l’estrazione dei premi ha avuto un totale di €489 mld. La seconda tranche della scorsa settimana €529 mld. Draghi ha dichiarato che è stata l’ultima tranche, ma mille miliardi di euro sono una cifra enorme da restituire quando il prestito giungerà a scadenza all’inizio del 2015, per quanto è certo che in termini reali varranno molto meno. Non è da escludere quindi una nuova offerta nei prossimi anni, con premi ancora più allettanti. Chiunque sia pronto a scommetterci, potrebbe ritenere che comprare oro e argento sia la mossa giusta.

Così come accade con il quantitative easing di Stati Uniti e Regno Unito, il buy-the-rumor e sell-the-news funziona anche con il LTRO europeo. L’oro ha perso più del 3% mercoledì, e l’argento è arrivato a perdere fino al 9% nonostante il più grande diluvio di cartamoneta della storia. Tale volatilità non deve più sorprendere, a quanto pare. Ingrassare del 10% la base monetaria della regione economica più ampia al mondo in una mattina per forza di cose rende tutti inquieti. E alla fine dei conti l’allargamento quantitativo e El Tro sembrano decisamente simili, e il loro scopo identico.

Il denaro viene reso disponibile in termini che nessuno avrebbe osato immaginare prima del 2008. Ufficialmente il piano è di incoraggiare i prestiti alle piccole e medie imprese. Tutte le banche centrali assicurano che la soluzione è solo temporanea (3 anni per il LTRO, senza data per il QE e chiaramente indeterminato per il Giappone). Una grande parte di quel denaro va a finire in bond governativi, e molto poco raggiunge la cosidetta “economia reale”.

“Questo denaro non rimane in deposito” ha dichiarato Draghi, presidente della BCE, alla conferenza stampa dello scorso gennaio.

“Il denaro circola nell’economia.”

Mervyn King, presidente della Bank of England, la scorsa settimana ha invece dichiarato:

“L’idea che le operazioni di rifinanziamento a lungo termine abbiano facilitato gli aiuti alle imprese in area euro è un mito. Ha soltanto fornito fondi alle banche, specialmente ai paesi del Sud Europa, per permettere loro di affrontare le richieste di prelievo.”

C’è da notare come King abbia evitato di dire che i prestiti siano stati uno stratagemma per tenere a galla la Spagna, anche se le banche spagnole contavano per il 97% dell’aumento del debito europeo detenuto dalle banche nei tre mesi fino a febbraio. Questo perché anche la Bank of England, entro la fine del mese prossimo, pianifica di detenere un terzo dei bond governativi emessi.

Esattamente come il QE della Fed e della Bank of England, anche la BCE sembra voglia far ricorso ai prestiti illimitati in maniera permanente.

Chi è appassionato di scommesse farebbe bene a comprare subito i biglietti per questa lotteria.

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