Titoli di Stato (clausola CACs) : Nuova Truffa ?

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Il nuovo anno è cominciato all’insegna della positività sulle principali borse mondiali sulla scia dell’accordo americano sull’innalzamento del tetto dell debito pubblico (accordo fiscal cliff) e del miglioramento della crescita a livello mondiale, in particolare della Cina e delle altre economie emergenti.

 

In europa, invece, solo la Germania continua a far registrare una crescita positiva, seppur in calo, mentre i paesi periferici Piigs soffrono ancora per il duro rigore applicato (volto al risanamento dei rispettivi debiti pubblici).

 

E proprio su questo ultimo aspetto relativo ai debiti pubblici, è entrata in vigore il 1 gennaio 2013 un’ importante e pericolosa novità (nel silenzio generale). Infatti, tutti i paesi europei hanno accettato e recepito le nuove norme imposte dal nuovo patto europeo sulla stabilità (denominato ESM). La novità sostanziale prevista da tale patto riguarda l’applicazione della <<clausola CACs>> alle nuove emissioni dei Titoli di Stato.

 

Tale clausola di azione collettiva (CACs), applicata per esempio ai titoli di stato italiani di nuova emissione e con durata superiore ai 12 mesi, quindi ai CTZ, BTP, BTPI, BTP ITALIA, praticamente applicata a tutti i titoli di stato italiano con esclusione dei soli BOT, permetterà al governo italiano di modificare unilateralmente le condizioni iniziali del prestito e quindi di ristrutturare il debito di Stato a suo piacimento. Pertanto è possibile che qualora lo Stato italiano dovesse trovarsi nel prossimo futuro nuovamente in forte difficoltà così come accaduto nel 2011, il risparmiatore potrebbe trovarsi costretto ad accettare lo scambio dei suoi titoli di Stato con altri titoli di nuova emissione molto penalizzanti. Infatti, sarà possibile modificare e/o allungare anche di molto la durata, e ridurre drasticamente il rendimento cedolare.

 

Insomma, il risparmiatore andrà in contro ad un vero e proprio “ diktat finanziario” ma soprattutto non sa che in caso di default dello Stato italiano (ristrutturazione del debito), come avvenuto in Grecia, rischia di perdere quasi tutto e non potrà nemmeno fare causa, in quanto previsto dal regolamento.

 

Andando sul sito del Ministero dell’economia e delle finanze è possibile trovare il comunicato stampa n. 186 del 19 dicembre 2012 inerenti all’introduzione della clausola CACs. Quindi sebbene ad oggi le condizioni finanziarie dei titoli di Stato italiano risultino migliorate e altrettanto vero che non sono assolutamente cambiate quelle economiche e, se il prossimo governo non sarò in grado di sterzare il tiro, si rischia con buona probabilità che il nostro paese possa esser costretto dalle circostanze di mercato ad applicare le clausose CASs e forse addirittura alla ristrutturazione del debito pubblico, magari parziale, ma che a conti fatti rappresenterebbe il classico DEFAULT.

 

www.studioftm.it

 


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