Cambio euro-dollaro come anticipatore di shock

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Inutile negare che ancora una volta abbiamo assistito in estate all’ennesimo scossone finanziario, partito dalla Cina e che ha contagiato l’intero Mondo, il cui rischio era stato più volte da me anticipato nei mesi scorsi vista l’assurdità di molte quotazioni azionarie ed obbligazionarie. Hanno avuto la peggio gli investitori cinesi che si sono fatti prendere dall’euforia del facile guadagno e si sono riversati in massa a comprare il loro mercato azionario a prezzi molto vicini ai massimi ma che poi puntualmente, come d’incanto, è stato più che dimezzato come controvalore in soli 2 mesi. La storia finanziaria purtroppo insegna che l’uomo tende sempre a cercare troppe conferme prima di investire denaro nel mercato azionario e quindi arriva a comprarlo spesso e volentieri in ritardo ovvero a prezzi molto alti, mentre le regole di un perfetto investitore dovrebbero guidarlo ad una simile scelta quando i prezzi sono ancora molto bassi. Ma allora a questo punto verrebbe da domandarsi per chi è rimasto fuori dalle borse se non sia proprio il caso di investire nel mercato azionario. Lungi da me da voler dare consigli senza conoscere la situazione personale di ciascuno, posso dire che solitamente gli scossoni di borsa richiedono un pò di tempo prima di assistere ad una ripartenza dei prezzi del mercato. Quindi è più probabile, ma si tratta solo di ipotesi, che nelle prossime settimane si potrà assistere ad una seconda ondata di vendite.

 

 

Uno spunto interessante ci può essere fornito dal trend di medio-termine del cambio euro-dollaro americano che qualora dovesse rompere al rialzo il livello di 1,15 potrebbe spingersi anche fino in area 1,20 e successivamente a 1,24. In questo scenario, sarebbe plausibile attendersi un ulteriore schok delle borse mondiali, anche per effetto della chiusura delle operazioni di carry trade ovvero di riacquisto di euro contro dollari dopo averlo in precedenza venduto. Affinchè questo rialzo dell’euro sul dollaro possa verificarsi è naturalmente necessario dal punto di vista tecnico che il cambio non scenda sotto il livello di 1,08 , che peraltro potrebbe essere toccato nei prossimi giorni qualora la banca centrale americana dovesse decidere di alzare i tassi di interesse per la prima volta dall’inizio della crisi attuale. Per il resto, nelle prossime settimane peseranno sul possibile ribasso di borsa le incertezze delle elezioni in Grecia e soprattutto i dati economici americani che sono a rischio di peggioramento.

 

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